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Webinar WebApp e AI: Come estendere le funzionalità del proprio CRM per renderlo pervasivo, digitale e disponibile su dispositivi mobili

crm 13/01 Soluta 4 min read

Webinar WebApp e AI: Come estendere le funzionalità del proprio CRM per renderlo pervasivo, digitale e disponibile su dispositivi mobili
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Durante il webinar “WebApp e AI: come estendere le funzionalità del proprio CRM” abbiamo approfondito un tema chiave: per rendere il CRM davvero pervasivo, serve portarlo fuori dal CRM stesso, rendendolo accessibile, utile e naturale anche per chi non lo usa ogni giorno.

In questo articolo ripercorriamo i punti principali.


CRM: non solo uno strumento, ma un organizzatore di relazioni

Il CRM nasce per supportare tre discipline fondamentali:

  • Marketing, per gestire relazioni uno-a-molti e qualificare i contatti

  • Vendite, per le relazioni uno-a-uno finalizzate alla vendita

  • Customer Service, per assistere i clienti, ridurre i costi e aumentare la soddisfazione

Ma, nella sua essenza, il CRM è soprattutto un organizzatore di dati relazionali, strettamente legati ai processi aziendali.

Ed è qui che emerge una contraddizione evidente: chi dovrebbe usare il CRM? Idealmente tutti, perché tutti – colleghi, clienti, partner – hanno relazioni con l’azienda. Chi lo usa davvero? Spesso solo una parte della forza commerciale.

Il risultato è un CRM alimentato manualmente, in modo parziale e frammentato. Un approccio che assomiglia più a “riempire un fiume a secchiate” che a costruire un flusso di dati continuo.


Dati, touchpoint e pervasività

Un CRM diventa realmente ricco quando raccoglie dati da molteplici fonti. Più aumentano i touchpoint, più aumenta il valore del sistema.

I touchpoint sono tutte le interazioni tra azienda e cliente: richieste, consultazioni, ordini, assistenza. Se questi punti di contatto sono:

  • comodi

  • desiderabili

  • accessibili

allora diventano generatori naturali di dati di qualità.

Ed è proprio qui che entra in gioco un concetto chiave: integrare i clienti nel CRM, offrendo loro servizi utili, disponibili H24, in modalità self-service, come ormai siamo abituati nel B2C.


Perché una WebApp cambia le regole del gioco

Una WebApp è un software erogato via web che funziona tramite browser, proprio come Netflix o Spotify. Non è un sito, ma un vero applicativo.

Rispetto alle app tradizionali, una WebApp offre vantaggi decisivi:

  • Nessun download o installazione

  • Accesso immediato tramite URL

  • Funzionamento su qualsiasi dispositivo

  • Aggiornamenti centralizzati e istantanei

  • Nessun consumo di memoria sul device

Dal punto di vista CRM, questo significa una cosa sola: essere nella tasca delle persone, senza attriti.

La WebApp diventa così un nuovo touchpoint digitale, sempre disponibile, facilmente condivisibile da altri canali (email, WhatsApp, portali) e soprattutto pensato per raccogliere e generare interazioni.


SalesPaddy: il CRM che esce dal CRM

Costruire una WebApp non è come realizzare un sito: servono tecnologia, architettura e una visione chiara.

SalesPaddy nasce proprio con questo obiettivo: rendere il CRM pervasivo, portandolo a utenti che normalmente non aprirebbero mai il CRM.

SalesPaddy permette di:

  • Interagire con attori esterni e interni

  • Offrire servizi mirati ai clienti

  • Raccogliere dati tracciabili e strutturati

  • Gestire grandi volumi di accesso

È una WebApp progettata per essere un accessorio del CRM, non un sistema isolato.


I fattori abilitanti di una WebApp moderna

Per funzionare davvero, una WebApp CRM-oriented deve poggiare su basi solide:

  • Identità digitale federata (Google, Apple, Microsoft): accesso semplice, senza inferno di password

  • Dati da fonti multiple, senza copie inutili tra sistemi

  • Nessun dato a bordo: software immutabile, scalabile by design

  • Tecnologia web moderna, con notifiche in-app

  • Personalizzazione e coerenza con il brand

  • Accesso multicanale, ad esempio tramite link condivisi

Il risultato è un’infrastruttura leggera per l’utente, ma estremamente potente per l’azienda.


E l’AI? Non solo chatbot

Quando si parla di AI nel CRM, è facile pensare subito ai chatbot. In realtà il tema è molto più ampio.

L’intelligenza artificiale lavora perfettamente sui dati del CRM, spesso meglio che su quelli del gestionale, perché le interazioni diventano dati analizzabili.

Due grandi direzioni:

  • AI tradizionale: analisi dati, clusterizzazione, anomaly detection, churn

  • Grandi modelli (LLM): sintesi, generazione di testo, analisi del linguaggio, audio (STT e TTS)

Grazie alle WebApp, i clienti possono dialogare direttamente con il CRM in modo autenticato e contestualizzato. Le interazioni non sono pubbliche, ma private, e possono includere dati sensibili, storici e operativi.

Questo apre scenari molto più evoluti rispetto a un semplice chatbot generico.


Da dove iniziare: strategia prima della tecnologia

Prima di costruire una WebApp o integrare l’AI, servono alcuni passaggi fondamentali:

  1. Identificare gli attori: chi sono gli utenti chiave?

  2. Analizzare i bisogni: job, pain e gain reali

  3. Progettare i servizi: soluzioni concrete, utili e coerenti

Dal punto di vista operativo, è consigliabile:

  • Partire da un approccio vertical first

  • Concentrarsi sui pain più rilevanti

  • Disegnare l’esperienza intorno all’utente, non al sistema


In conclusione

Un CRM pervasivo non si costruisce aggiungendo complessità, ma riducendo le barriere.

WebApp e AI permettono di trasformare il CRM in una piattaforma viva, accessibile e intelligente, capace di:

  • Erogare servizi

  • Migliorare l’esperienza cliente

  • Ridurre i costi operativi

  • Generare nuove opportunità

Il CRM smette così di essere un luogo in cui “inserire dati” e diventa finalmente il punto in cui le relazioni accadono.

Se vuoi approfondire questi temi, puoi rivedere la registrazione del webinar e scoprire di più su SalesPaddy nelle prossime iniziative Soluta.

Per recuperare il video del webinar, clicca qui: